Certificato di esistenza in vita: Quando Richiederlo e Come

Il certificato di esistenza in vita è un documento che attesta che una persona è vivente alla data del rilascio del documento.

Cos’è il certificato di esistenza in vita

Cos’è

Il certificato di esistenza in vita è un documento che attesta di non aver ricevuto, alla data del rilascio del certificato, comunicazione di decesso di una persona. All’interno del certificato di esistenza in vita sono contenuti i dati relativi alla persona come trascritte nel registro di stato civile, dunque informazioni quali nome e cognome, data e comune di nascita. Ora che abbiamo chiarito cos’è il certificato di esistenza in vita, elenchiamo insieme i suoi utilizzi.
Il certificato di esistenza in vita può essere richiesto nei rapporti tra privati (banche, Poste, compagnie assicurative, ecc.) in svariate occasioni. Ad esempio, potrà essere necessario il certificato, e non l’autocertificazione, per stipulare polizze vita, riscuotere la pensione (quindi per il pagamento delle pensioni), delegare un'altra persona alla riscossione della pensione, richiedere la pensione estera, ecc.

Come richiedere il certificato

La persona interessata potrà rivolgersi presso lo sportello dell'ufficio anagrafe del proprio paese di residenza munito di un documento di identità in corso di validità. Il richiedente deve ovviamente avere la propria residenza nel Comune in cui presenta l'istanza. Verrà quindi richiesto di compilare un modulo specificando:

  • l'uso per il quale si richiede il certificato;
  • gli estremi del proprio documento di riconoscimento.

Da notare, per alcuni comuni potrebbe essere richiesto anche il Certificato Medico per stabilire lo stato di salute.
È possibile anche richiedere il certificato di esistenza in vita online con Pratiche.it Un incaricato Pratiche.it si recherà presso gli uffici Comunali, con i documenti utili per la richiesta, permettendo di ricevere la Certificazione di Esistenza in vita comodamente sul proprio PC e inviando il documento anche per Posta Prioritaria al domicilio preferito. Ricordiamo che è necessario specificare il comune nel quale eseguire la ricerca, dato che non è possibile effettuare la ricerca sull'intero territorio Nazionale visto che in Italia non esiste una banca dati centralizzata dell'anagrafe.
Il certificato di esistenza in vita ha validità di 6 mesi dalla data di emissione, ma può essere utilizzato anche dopo tale termine se si aggiunge una nota in cui si dichiara che le informazioni contenute non hanno subito delle modifiche.

Dove richiedere il certificato

Chi può richiederlo

Chi può richiederlo?

La richiesta del certificato di esistenza in vita può essere inoltrata sia dal diretto interessato sia per conto di altre persone, a patto però che la terza persona sia a conoscenza di:

  • dati anagrafici dell'intestatario: cognome e nome, data di nascita (in mancanza di quest'ultima, esatto indirizzo);
  • dell'uso del certificato stesso, per la determinazione dell'imposta di bollo e dei diritti di segreteria.

Quando sostituirlo con l'autocertificazione

Nel caso in cui il certificato di esistenza in vita sia necessario per produrre la documentazione nei confronti della Pubblica Amministrazione e di gestori o esercenti di pubblici servizi (Enel, Telecom, ACI, ecc.), è utile sapere che è possibile sostituire il certificato con un’autocertificazione di esistenza in vita.
Questo perché a partire dal 1° Gennaio 2012 (ai sensi della Legge 12 novembre 2011 n. 183) le pubbliche amministrazioni (Comuni, INPS, Agenzia Entrate, scuole, ecc..) e i privati gestori di pubblici servizi (acqua, gas, luce, ecc.) non possono più richiedere né accettare certificazioni relative a stati, qualità personali e fatti rilasciate da altre pubbliche amministrazioni. Saranno gli enti stessi ad acquisire d’ufficio i dati e le informazioni di interesse. Pertanto tutti i certificati verranno rilasciati con la seguente indicazione: "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi" Ricordiamo tuttavia che, come scritto sopra, i privati non sono obbligati ad accettare l'autocertificazione.

autocertificazione
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