{"id":3245,"date":"2024-03-25T10:29:31","date_gmt":"2024-03-25T10:29:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/?p=3245"},"modified":"2024-03-25T10:29:32","modified_gmt":"2024-03-25T10:29:32","slug":"la-direttiva-sulle-case-green-dal-risparmio-energetico-a-riduzioni-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/la-direttiva-sulle-case-green-dal-risparmio-energetico-a-riduzioni-16\/","title":{"rendered":"La direttiva sulle &#8216;case green&#8217;: dal risparmio energetico alle riduzioni dei consumi del 16%"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cosa prevede il testo finale<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direttiva sulle &#8220;case green&#8221; ha incassato il s\u00ec finale del Parlamento europeo e si avvicina all&#8217;approvazione formale da parte del Consiglio UE. L&#8217;accordo dovr\u00e0 ora essere confermato dai governi nazionali per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo porta cambiamenti significativi dal punto di vista pratico. Le classi energetiche sono state sostituite da nuovi requisiti energetici, concentrati soprattutto sugli edifici pi\u00f9 vecchi. Inizialmente, la direttiva mirava a spingere gli immobili residenziali con prestazioni energetiche inferiori verso almeno la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, le ultime novit\u00e0 hanno modificato l&#8217;approccio, richiedendo agli Stati membri di ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Una riduzione che richiede interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari. Questo cambio \u00e8 stato influenzato dalla forte opposizione di alcune parti politiche, portando a un compromesso al ribasso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direttiva prevede anche il coinvolgimento di circa 5 milioni di immobili con prestazioni energetiche peggiori nella prima fase, e impone agli Stati di garantire almeno il 55% della riduzione dei consumi di energia primaria attraverso il rinnovo degli edifici pi\u00f9 energivori entro il 2050. Nonostante ci\u00f2, sono previste deroghe, pi\u00f9 ampie di quelle del passato, e i singoli Paesi avranno il compito di stabilire i dettagli operativi e i regolamenti nazionali per raggiungere tali obiettivi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Caldaie a gas al bando dal 2040&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova direttiva vieta le caldaie a combustibili fossili entro il 2040, ritardando di cinque anni il termine inizialmente proposto dalla Commissione, che era il 2035. A partire dal prossimo anno, saranno aboliti tutti i sussidi per le caldaie autonome a combustibili fossili. Si prevede che verranno incentivati altri sistemi di riscaldamento, come quelli ibridi che combinano caldaie con pompe di calore o impianti solari termici, gi\u00e0 ampiamente incentivati in Italia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le risorse<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;approvazione da parte del Parlamento europeo di questa direttiva porta con s\u00e9 alcune implicazioni significative. Si prospetta la necessit\u00e0 di interventi di ristrutturazione e adeguamento degli edifici alle nuove normative dell&#8217;UE, il che potrebbe comportare un impegno finanziario. Il tema delle risorse finanziarie rimane un nodo importante da affrontare. Attualmente, la direttiva non prevede stanziamenti dal bilancio dell&#8217;UE per finanziare gli incentivi, lasciando questa responsabilit\u00e0 ai singoli Stati membri. Questa mancanza di finanziamenti potrebbe rappresentare una sfida significativa per il successo del programma. Ogni Stato membro avr\u00e0 la libert\u00e0 di elaborare un piano nazionale di ristrutturazione, adeguandolo alle specifiche esigenze del proprio paese. Tuttavia, poich\u00e9 il testo definitivo della direttiva non \u00e8 ancora stato stabilito, rimangono molte incertezze e possibilit\u00e0 di deroghe per i singoli paesi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pianificazione accurata e tempi definiti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante tenere presente che l&#8217;iter che sta per avviarsi rappresenta soltanto il primo passo: successivamente, la direttiva dovr\u00e0 essere recepita dai singoli Stati membri. Questo implica che vi sono aspetti che guideranno la regolamentazione nazionale verso edifici sempre pi\u00f9 sostenibili. Ad esempio, \u00e8 probabile che ogni Stato debba lavorare ulteriormente per migliorare gli standard minimi in edilizia, considerando le diverse necessit\u00e0 e contesti regionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dati gli ambiziosi obiettivi che si intendono raggiungere, sar\u00e0 necessario rivedere tutti i regolamenti riguardanti edilizia, impianti e materiali. Questo processo richieder\u00e0 una pianificazione accurata e tempi definiti fin dall&#8217;inizio. Le nuove prescrizioni avranno un impatto significativo sia sugli edifici di nuova costruzione che su quelli esistenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, l&#8217;edificio si trasformer\u00e0 in un sistema integrato con la sostenibilit\u00e0 ambientale. Ci\u00f2 implicher\u00e0, ad esempio, l&#8217;installazione di punti di ricarica per auto elettriche anche nei condomini e l&#8217;implementazione di sistemi smart per la gestione dell&#8217;energia, sia elettrica che termica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Servono tempi certi e incentivi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Commissione europea considera fondamentale avviare la riduzione delle emissioni di gas serra per raggiungere l&#8217;obiettivo delle emissioni zero entro il 2050. Gli edifici rappresentano oltre un terzo delle emissioni di gas serra nell&#8217;Unione Europea, con tre quarti di essi classificati come inefficienti dal punto di vista energetico. Tuttavia, in Italia, dove circa il 60% degli edifici \u00e8 attualmente in classe F e G, le pi\u00f9 inefficienti, si comprende la sfida che molte famiglie dovranno affrontare per adeguarsi agli obiettivi proposti dalla direttiva. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che la transizione verso edifici pi\u00f9 sostenibili non gravi pesantemente sulle tasche dei cittadini, considerando che la casa rappresenta spesso il loro unico patrimonio o fonte di reddito. Pertanto, l&#8217;adeguamento dovrebbe essere accompagnato da incentivi facilmente accessibili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli edifici coinvolti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Edifici e unit\u00e0 immobiliari di nuova costruzione, edifici esistenti e unit\u00e0 immobiliari sottoposti a ristrutturazioni importanti o a riqualificazione energetica degli edifici e con gradualit\u00e0 tutti gli edifici pi\u00f9 energivori. \u00c8 importante sottolineare che il riferimento della direttiva non sono i singoli cittadini ma gli Stati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Saranno i singoli stati a stabilire un piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, sia pubblici che privati, per raggiungere \u201cclassi energetiche minime\u201d con obiettivi stabiliti a livello nazionale e indicatori di progresso misurabili a scadenze specifiche entro le quali tutti gli edifici esistenti dovranno ottenere classi di prestazione energetica superiori entro il 2030, il 2040 e il 2050.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono previste delle deroghe che si basano principalmente su criticit\u00e0 come, per esempio, gli edifici storici o per metrature molto piccole o fattori come la convenienza economica. Se per esempio stiamo parlando di una seconda casa in riviera l\u2019obbligo cadrebbe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dibattuta svolta dell&#8217;Europa sulle emissioni degli edifici pubblici e privati impone agli Stati Membri di abbattere il consumo energetico degli edifici almeno di un 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":3246,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[85],"class_list":["post-3245","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-casa","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3245"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3245\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3247,"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3245\/revisions\/3247"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pratiche.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}