Blog pratiche.it

Blog

Cerca

Dichiarazione dei redditi: quanto tempo conservare i documenti?

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi, è essenziale conservare i documenti che attestano le spese sostenute. Ma per quanto tempo vanno conservati?
In questo articolo

Durata della conservazione

Con la presentazione del modello 730/2024 o del modello Redditi, ogni contribuente dichiara i propri redditi e beneficia al contempo delle detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta dovuta.

La stagione della dichiarazione dei redditi 2024 è al via. L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili i modelli precompilati a partire dal 30 aprile, che potranno essere modificati, integrati e inviati dal 20 maggio. Le scadenze per la presentazione dei modelli sono:

  • 30 settembre per il modello 730
  • 15 ottobre per il modello Redditi

Quando si presenta la dichiarazione dei redditi, si possiedono vari documenti che attestano le spese sostenute (qui puoi trovare l’elenco completo dei documenti) i quali permettono di accedere a detrazioni e deduzioni dell’Irpef dovuta. Una volta presentata la dichiarazione con il 730/2024 o con il modello Redditi PF, questa documentazione deve essere conservata? E per quanto tempo?

Indipendentemente dal modello utilizzato (730/2024 o Redditi PF), i documenti giustificativi devono essere conservati per 5 anni a partire dalla fine del periodo d’imposta in cui è stata presentata la dichiarazione. Per la dichiarazione dei redditi 2024, la documentazione va quindi mantenuta fino al 31 dicembre 2029. Questo serve a permettere eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Documenti da conservare

I documenti relativi alla dichiarazione dei redditi 2024 che devono essere conservati includono:

  • Certificazioni delle ritenute d’acconto.
  • Certificazioni dei redditi (es. certificazione unica).
  • Scontrini parlanti per farmaci acquistati (con il codice fiscale del contribuente).
  • Fatture per spese mediche e altre ricevute (con eventuali prescrizioni mediche).
  • Spese per oneri deducibili o detraibili (es. spese di formazione).
  • Attestati di versamento d’imposta attraverso modelli F24.
  • Copie di polizze per i premi di assicurazione sulla vita.
  • Contratti di mutuo e compravendita per l’acquisto della prima casa.
  • Contratti di mutuo per costruzione e ristrutturazione della prima casa.

Modelli precompilati e documenti

Per chi accetta il modello precompilato senza modifiche, non è necessario conservare la documentazione di supporto. Se si effettuano modifiche o integrazioni, è necessario conservare solo i documenti relativi alle spese modificate o integrate.

Eccezioni alla regola dei 5 anni

Esistono eccezioni alla regola generale dei 5 anni. Ad esempio, le spese di ristrutturazione che danno diritto alla detrazione fiscale devono essere conservate per cinque anni, a partire dal termine del beneficio della detrazione Irpef (che può durare fino a 10 anni). Questo porta la durata di conservazione a circa 15 anni. Stesse regole si applicano alle spese per il risparmio energetico.

Differenze tra persone fisiche e imprese

Il termine di conservazione fiscale è di 5 anni sia per le persone fisiche che per le imprese. Tuttavia, per le imprese esiste un obbligo civilistico di conservazione delle scritture contabili per 10 anni.

Di conseguenza, per chi svolge attività di impresa, i documenti contabili utilizzati per redigere il bilancio e preparare la dichiarazione dei redditi devono essere conservati per un periodo più lungo dei 5 anni previsti dal Fisco. Questo obbligo è di natura civilistica.

Conservazione dei documenti per immobili e mutui

Nella dichiarazione dei redditi, è possibile detrarre gli interessi passivi del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa. Quali documenti bisogna conservare per attestare gli interessi passivi portati in detrazione?

Per detrarre gli interessi passivi del mutuo per la prima casa, è necessario conservare:

  • Quietanze di pagamento degli interessi passivi.
  • Autocertificazione che attesti la residenza del contribuente e l’utilizzo dell’immobile come prima casa.
  • Contratto di mutuo, da conservare per 5 anni successivi alla sua estinzione.
Le informazioni contenute nel blog sono fornite a solo scopo informativo e non intendono sostituire in alcun modo il parere o le procedure ufficiali delle autorità e degli enti pubblici. In nessun caso possono costituire la base per decisioni legali o amministrative, né sono da considerarsi definitive o esaustive riguardo le tematiche trattate. Si raccomanda di consultare sempre i siti ufficiali delle relative istituzioni per informazioni aggiornate e ufficiali. Pratiche.it e gli autori del blog declinano ogni responsabilità per eventuali inconvenienti o danni derivanti dall’uso delle informazioni qui presentate. L’uso delle informazioni fornite avviene sotto la piena responsabilità dell’utente.
Potrebbe interessarti
Visura per soggetto storica

La visura storica su persona o azienda elenca tutti gli immobili che una persona attualmente possiede o ha posseduto nel passato, con indicazione della data di acquisto, della data di vendita, i dati catastali dell’immobile e l’indirizzo in caso di fabbricati.

Leggi tutto »
Prestito rifiutato? Perché succede e cosa fare

Le banche e gli istituti finanziari, quando valutano l’approvazione di un prestito, analizzano approfonditamente la storia creditizia del cliente. Per chi desidera controllare se il proprio nome figura nelle banche dati creditizie, è possibile richiedere una visura centrale rischi.

Leggi tutto »