Quando si compra un’auto usata, il costo del passaggio di proprietà è la spesa che quasi nessuno mette davvero a budget, eppure può pesare parecchio: si va da circa 230 euro per una piccola citycar a oltre 550 euro per le vetture più potenti. La cifra non è fissa, perché dipende soprattutto da due fattori, la potenza del veicolo in kilowatt e la provincia di residenza dell’acquirente. Per questo, prima ancora di leggere tariffe e tabelle, il modo più rapido per sapere quanto spenderai è calcolare il costo del passaggio di proprietà online e gratis: bastano il tipo di veicolo, i kW e la provincia per avere subito l’importo aggiornato al 2026.
In questa guida vediamo da quali voci è composto il costo, come incide l’IPT in base ai kW, la tabella orientativa per fasce di potenza, dove conviene fare la pratica e quali documenti servono.
Cos’è il passaggio di proprietà auto
Il passaggio di proprietà è un atto ufficiale necessario per trasferire la proprietà di un veicolo da una persona a un’altra. È obbligatorio quando si acquista un veicolo usato e può essere effettuato presso la Motorizzazione Civile o l’ACI.
Se si acquista un veicolo presso una concessionaria, il passaggio di proprietà è piuttosto semplice, poiché la concessionaria si occuperà di tutte le pratiche burocratiche, adempiendo a tutti gli obblighi di legge al posto dell’acquirente.
La situazione diventa più complessa se la compravendita avviene tra privati. In questo caso, ci sono due possibilità: rivolgersi a un’agenzia di pratiche auto che, come la concessionaria, gestirà tutte le pratiche relative al passaggio di proprietà, o procedere autonomamente. Nel primo caso, come avviene in concessionaria, sarà l’agenzia a gestire tutto. Nel secondo caso, si dovrà provvedere personalmente. La procedura per il passaggio di proprietà non è troppo complessa se si seguono alcune linee guida.
Quanto costa passaggio di proprietà auto
Il costo del passaggio di proprietà auto si compone di alcuni costi fissi e alcuni costi variabili, legati alla potenza del veicolo in acquisto.
Passaggio di proprietà: i costi fissi
I costi fissi, uguali in tutta Italia, sono:
- € 27 per le commissioni emolumenti ACI
- € 32 di imposta di bollo per la trascrizione al PRA
- € 16 di imposta di bollo per il rilascio del Documento Unico
- € 10,20 per le commissioni della Motorizzazione civile
Sommando queste quattro voci si ottiene un costo fisso di base di 85,20 euro. Se l’atto di vendita viene autenticato in forma digitale presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista, si aggiunge un’ulteriore marca da bollo da 16,00 euro per l’autentica, portando la parte fissa a 101,20 euro.
Alcuni preventivi raggruppano i due bolli intorno ai 48 euro indicata come “bolli PRA”: il totale non cambia, ma vedere le voci separate aiuta a distinguere ciò che è dovuto per legge da eventuali compensi del professionista.
Passaggio di proprietà: i costi variabili
Ai costi fissi si aggiungono poi le spese variabili, che invece cambiano in base alla potenza dell’auto e alla provincia, e sono le voci che fanno oscillare il totale. L’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) varia in base alla potenza in kw del veicolo e alla provincia in cui si trova l’acquirente. L’IPT è la componente che più incide sul prezzo del passaggio di proprietà auto ed è anche la più variabile. È un tributo di competenza delle Province e delle Città metropolitane, e il soggetto tenuto a versarla è l’acquirente, con riferimento alla provincia in cui risiede. Questo spiega perché due persone che comprano la stessa identica auto possono pagare cifre diverse a seconda di dove vivono.
Per le autovetture la tariffa base nazionale è di 150,81 euro fino a 53 kW di potenza. Oltre questa soglia, l’imposta cresce di 3,51 euro per ogni kW eccedente i 53. Su questo importo le Province possono deliberare una maggiorazione fino al 30 per cento: alcune la applicano per intero, altre in misura ridotta, altre ancora non la applicano affatto. Ecco perché il costo del passaggio di proprietà in base ai kW non si può ridurre a un numero unico valido per tutti.
In termini pratici, per un’utilitaria di bassa potenza si parte da circa 236 euro (costi fissi+variabili), mentre per una berlina da 110 kW si arriva intorno ai 436 euro, che possono superare i 540 euro se la provincia applica la maggiorazione massima sull’IPT. A questi importi, dovuti per legge, va aggiunto soltanto l’eventuale onorario di chi gestisce la pratica per tuo conto. Dato che la differenza tra un caso e l’altro nasce quasi tutta dall’IPT, la stima precisa per la tua situazione la ottieni in pochi secondi con lo strumento gratuito di calcolo del passaggio di proprietà.
Per conoscere la potenza del tuo veicolo non serve cercare lontano: i kW sono indicati alla voce P.2 del Documento Unico di Circolazione, lo stesso documento che riporta la targa e tutti i dati identificativi dell’auto.
Come calcolare il passaggio di proprietà online e gratis
Dato che il totale dipende da kW, provincia ed eventuale maggiorazione, fare i conti a mano è scomodo e si presta a errori. Il modo più semplice è affidarsi a un calcolatore: con lo strumento gratuito per il calcolo del passaggio di proprietà di Pratiche.it ti basta indicare se si tratta di un autoveicolo o di un motoveicolo, inserire i cavalli, i kilowatt, specificare se sei già in possesso del certificato di proprietà e scegliere la provincia di residenza dell’acquirente. In risposta ottieni subito il costo aggiornato del trapasso, senza registrazione e senza impegno.
Ti ricordiamo che prima di acquistare un’auto usata è consigliabile verificare che il veicolo che stai per acquistare non sia gravato da ipoteche, fermi amministrativi o altri vincoli che non ti permetterebbero di circolare: basterà richiedere una visura targa PRA per verificare in poco tempo anche questi aspetti importantissimi.
Dove conviene fare il passaggio di proprietà
Una delle domande più frequenti riguarda dove costa meno fare il passaggio di proprietà auto. La risposta parte da un punto fermo: le imposte e i diritti dovuti per legge, cioè IPT, bolli, emolumenti ACI e diritti Motorizzazione, sono identici ovunque tu vada. L’unica voce che cambia da un operatore all’altro è l’eventuale onorario di chi gestisce la pratica.
Rivolgendoti direttamente a uno sportello pubblico, come gli Uffici Provinciali ACI che gestiscono il PRA o le delegazioni abilitate come Sportello Telematico dell’Automobilista, paghi soltanto i costi di legge, ma devi presentarti con tutta la documentazione già in ordine e seguire la procedura passo per passo. Affidandoti a un’agenzia di pratiche auto risparmi tempo e deleghi l’intera gestione, ma all’importo dovuto per legge si aggiunge un compenso, stabilito in regime di libero mercato, che di norma oscilla tra circa 80 e 150 euro.
Va chiarito anche un equivoco diffuso, quello del passaggio di proprietà a costo zero. Le imposte obbligatorie non si possono azzerare: quando un concessionario pubblicizza il trapasso “gratis”, in realtà sta assorbendo lui il proprio onorario come leva commerciale, mentre IPT, bolli ed emolumenti restano comunque dovuti e vengono pagati.
Documenti necessari per il passaggio di proprietà
Per completare il passaggio servono pochi documenti, ma è bene averli tutti in ordine prima di presentarsi allo sportello:
- Documento di identità e codice fiscale di venditore e acquirente, in corso di validità;
- Atto di vendita con firma autenticata, redatto e sottoscritto da entrambe le parti.
- Documenti del veicolo: il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà oppure, per i veicoli non ancora aggiornati, la carta di circolazione e il certificato di proprietà (anche in versione digitale);
- Modulo TT2119, scaricabile dal Portale dell’automobilista
- Se l’acquirente è un cittadino extracomunitario residente in Italia, copia del permesso di soggiorno in corso di validità.
Sul fronte dei documenti del veicolo va ricordata una novità importante: dal 2021 la carta di circolazione e il certificato di proprietà sono confluiti nel Documento Unico di Circolazione e di Proprietà, che li sostituisce entrambi. Per i veicoli che non sono ancora passati al Documento Unico restano validi il certificato di proprietà e la carta di circolazione.
Un aspetto da non sottovalutare è il termine: la formalità va presentata al PRA entro 60 giorni dalla data di autentica dell’atto, pena l’applicazione di sanzioni. Prima di firmare, inoltre, è prudente accertarsi che sul veicolo non gravino vincoli: una visura della targa al PRA consente di verificare chi è l’intestatario e se risultano ipoteche o fermi amministrativi. Sapere in anticipo cosa controllare prima di acquistare un’auto usata evita che un buon affare si trasformi in un problema dopo il passaggio.
Prima del passaggio: controlla la targa e la situazione del veicolo
Il passaggio di proprietà fotografa la situazione del veicolo nel momento in cui lo intesti a te. Se quel quadro nasconde un debito o un vincolo, il problema diventa tuo. Per questo, prima di concludere l’acquisto e affrontare la spesa del trapasso, conviene fare una verifica. Con la visura targa PRA puoi controllare i dati tecnici e anagrafici dell’intestatario e, soprattutto, accertarti che sul veicolo non risultino ipoteche o un fermo amministrativo che ne bloccherebbe la circolazione.
Allo stesso modo, è bene verificare che il bollo auto sia in regola: eventuali annualità non pagate dal venditore possono creare complicazioni dopo l’intestazione. Pochi controlli mirati, fatti prima di firmare, valgono molto più del piccolo costo della visura.





