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Fornitori di grandi imprese sotto la lente dell’ESG

La direttiva europea relativa alla due diligence di sostenibilità delle imprese interesserà le aziende di tutte le dimensioni: sia quelle direttamente coinvolte dagli obblighi, sia quelle facenti parte delle catene di fornitura.
In questo articolo

Le aziende italiane che operano come fornitori e partner al servizio di società di medie e grandi dimensioni si troveranno a rispondere alle nuove richieste dei loro clienti di fornire informazioni relative alle loro pratiche Sociali e Ambientali. È quanto previsto dalla nuova direttiva europea CSDDD, che sarà votata ad aprile 2024. Di cosa si tratta? E quali sono i risvolti per le piccole e medie imprese che collaborano con società più grosse?

Che cos’è la CSDDD

Nel 2022 la Commissione europea ha presentato una proposta di legge relativa agli obblighi di sostenibilità aziendale con lo scopo di promuovere trasparenza e responsabilità nelle operazioni e nelle catene di approvvigionamento delle grandi imprese che operano nell’Unione Europea.

L’accordo è stato votato il 15 marzo 2024, restringendo il campo di azione della direttiva su imprese di medie e grandi dimensioni, ovvero alle imprese con oltre 1000 addetti e un fatturato mondiale superiore a 450 milioni di euro. Queste imprese saranno chiamate a condurre valutazioni dettagliate (chiamate “audit”) sui propri fornitori e partner.  

L’intento è quello di gestire in maniera trasparente gli impatti sociali e ambientali lungo l’intero processo di produzione e distribuzione (andando ben oltre la legislazione esistente a livello nazionale), promuovendo un’economia che possa considerarsi sostenibile ed equa globalmente, soprattutto dal punto di vista dell’ambiente e dei diritti umani. 

Nel caso in cui le norme non venissero rispettate, le aziende verrebbero punite non solo tramite onerose multe, ma sarebbero anche costrette a interrompere i rapporti con i fornitori

Adesso, il prossimo passo sarà l’adozione formale della Direttiva da parte del Consiglio dell’UE e la successiva votazione del testo attesa ad aprile 2024 da parte della Commissione Affari Legali del Parlamento europeo. 

Cosa prevede la direttiva CSDDD

Le principali disposizioni della Direttiva comprendono:

  • Due diligence obligation: le organizzazioni sono tenute a sottostare alla due diligence obligation in termini di diritti umani e impatti ambientali, non solo per quanto riguarda le proprie operazioni, ma anche riguardo a quelle dei loro fornitori e subappaltatori;
  • Divulgazione delle informazioni sulla sostenibilità: le organizzazioni hanno tutte l’obbligo di divulgare informazioni sulle loro politiche e pratiche relative ai diritti umani, all’ambiente e alle questioni sociali, anche relative ai propri dipendenti;
  • Reporting sui rischi e gli impatti della sostenibilità: le organizzazioni sono tenute a riferire sui rischi e sugli impatti delle loro operazioni e delle catene di approvvigionamento in termini di diritti umani, dell’ambiente e delle misure adottate per prevenire o mitigare tali rischi.

Complessivamente, la CSDDD mira a promuovere trasparenza e responsabilità nelle operazioni e nelle catene di approvvigionamento delle grandi imprese che operano nell’UE, oltre che a incoraggiare le stesse ad adottare pratiche commerciali sostenibili e responsabili, dimostrando il proprio impegno verso operazioni di rilevanza etica. Il fine ultimo è quello di evitare sanzioni e impatti negativi sull’ambiente e sulle comunità locali, vietando pratiche quali il lavoro forzato o la deforestazione.

Guardare alla propria filiera attraverso le lenti dell’ESG

Cosa comporta in termini pratici l’entrata in vigore della CSDDD? Tante imprese saranno tenute a guardare alla propria filiera attraverso le lenti dell’ESG.

Le imprese europee (e le imprese con sede in Stati extra-UE, ma operanti all’interno dell’Unione Europea) dovranno:

  1. adottare una serie di controlli e presidi volti ad accertare che gli operatori lungo la filiera svolgano la propria attività in modo sostenibile e ad individuare le potenziali aree di rischio di condotte non sostenibili;
  2. adempiere ad obblighi di reporting e di comunicazione agli stakeholder in relazione all’impatto della propria catena di valore.

La CSDDD prevede da ultimo che le imprese pongano in essere le iniziative necessarie a ridurre le emissioni di gas delle proprie attività in linea con gli obiettivi degli Accordi di Parigi.

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